[COSMOS ROOMS]
OPERE SU CARTA
di
Ezio Zanin
(SUBSITO)
via Gaudenzio Ferrari, 5
10124 Torino
[sotto la Mole, in fondo al cortile]
dal 23.X.2001 al 27.X.2001
Inaugurazione 23.X.2001
ore 18.00
orario visita: 16.30 - 19.30
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[Cosmos Rooms] è l'elaborazione di un ciclo di opere complesse iniziato nell 1997 basato
sul senso della metafora lirica della [stanza]: stanza poetica, ovvero luogo in cui vive la
possibile bellezza incantata e reale cui l'Uomo può accedere aprendosi alla meraviglia;
luogo mentale e dello spirito, ma anche fisico, nel quale possiamo accogliere i sensi e le
molteplici verità della vita che convergono in Una, verso l'Assoluto. Le stanze in cui
viviamo ogni giorno, i paesi, le città, i continenti, l'intero universo, le percezioni e i
sentimenti, sono emotivamente vissuti come [stanze], luoghi in cui si verificano gli eventi,
eventi sensibili tradotti in luce attraverso l'atto del dipingere. L'Uomo potrebbe ancora fare
in tempo a creare e vivere il proprio mondo-[stanza] nella Bellezza Sensibile, Attiva,
Fattiva e Contemplativa, Generosa e Pacifica.
Ecco, la fine della felicità risiede proprio nel suo inizio, che non dura se non viene
costantemente sostenuto e rinnovato dall'apertura e dall'abbandono (dono) di sé al sogno
che naviga nelle lontananze della terra in cui tuttavia ignoriamo sempre più la saggezza,
preferendo a questa il mondo freddo dell'Io, del concetto e della tecnica. Nella [Stanza]
dell'Homo Sapiens, Eros e Bellezza, Caducità ed Eternità, Temporalità e Atemporalità
sono assimilibili oltre il tempo scandito dagli orologi nella continuità di un Tempo
fondamentalmente Altro sempre presente nelle stellate [Stanze] che, se lo vogliamo,
possiamo abitare con l'atto puro del sentire attento e del vedere lento, benché sia
impossibile registrare tutto nello stesso istante: la visione dell'Intero Originario (il dipinto
come opera compiuta) viene frammentata chirugicamente (atto, questo, doloroso e gioioso
nello stesso tempo) e ricomposta in frammenti a mosaico in singole [stanze] dove ogni
[stanza] è una sorta di dipinto in miniatura con un tempo, vibrazioni di luce e vita propri,
fornendo una molteplicità di immagini che la mente sintetizza in una totalità virtualmente
moltiplicabile all'infinito restituendo così l'opera alla dimensione del non finito. Di una
terra felice noi facciamo il nostro inferno. Ma "tra il vuoto e il puro evento" (Paul Valéry)
possiamo percepire il farsi eterno di questo istante stesso che rende del tutto indifferente
come vivere. Totalmente aperto e nello stesso tempo raccolto, racchiuso in un punto, "io",
vagabondo tra le stelle, non credo che esista una terra.
E.Z. (21-22/09/2001)
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