|




Contatti:
Donato Prosdocimo
Via Parma 71
Torino
tel/fax: 011 2482647
e-mail: info@arslab.it
web: www.arslab.it
|
Le
connessioni, rese possibili dalle tecnologie durante la seconda
metà del secolo scorso, hanno dato agli artisti la possibilità
di attraversare le frontiere, spesso proibite, tra le arti
e le scienze.
L'arte dei nuovi media, che nasce come pratica di ibridazione
creativa non convenzionale derivante dalle varie branche dell'apprendimento
e delle tecnologie, è il risultato di un processo a lungo
termine che coinvolge, di fatto, vecchi e nuovi media.
Oggi consideriamo il corpo da punti di osservazione diversi,
quale un fisico umano facilmente connesso e inviato nello
spazio e nel tempo, in un certo senso migliorato, grazie alle
scoperte di alcune scienze e delle telecomunicazioni.
Un comportamento spesso condiviso dagli abitanti dei paesi
e delle comunità post e de-industrializzati - quelli in cui
l'Era dell'Informazione funziona regolarmente - deve essere
collegato ai bisogni primari per confermare l'identità di
ognuno.
Le arti devono contribuire a questa tendenza?
Forse questo potrebbe essere uno dei compiti degli artisti
nel prossimo futuro. L'arte dei Nuovi Media è forse una descrizione
troppo concisa e discutibile di un fenomeno complesso, ma
sufficientemente descrittiva per contenere la rivoluzione
della velocità, la tendenza inversa verso la lentezza, la
perdita del centro, le mutazioni delle interconnessioni che
condividiamo con gli altri individui grazie a macchine più
o meno connesse e interattive.
Una
delle opere presenti in mostra, Tango Rêverie 2, si fonda
sulla danza tra uno qualsiasi dei visitatori e un manichino
reattivo, diviso in due parti.
Il manichino invita a un'interattività lievemente erotica,
mentre la memoria del sogno viene colta nell'audio dell'installazione
(frammenti di un tango) e nelle immagini che scorrono sullo
schermo pelvico. C'è una strana unità nell'aspetto fisico
dell'interazione che accomuna persone, media e macchine, natura
e artifici, arcaismi umani e consapevolezza aggiornata della
percezione multisensoriale.
Uno degli altri compiti dell'artista può essere quello di
denunciare gli orrori delle chiacchiere ricorrenti di questi
anni, come la guerra nell'ex Yugoslavia, per citare un esempio
vicino. L'altra installazione in mostra, Born blind, affronta
il problema dei bambini nati dallo stupro delle loro madri
da parte dei miliziani di Milosevic.
Nell'installazione i visitatori vengono circondati dalle voci
delle vittime e delle persone intervistate in merito ai questi
bambini stranieri in patria; suoni che vengono attivati da
sensori che raccolgono il movimento fisico degli spettatori.
In questo caso, l'ambiente artistico ci spinge verso una forte
reazione emotiva.
Il
nostro senso di appartenenza a un'ampia Comunità, per esempio
l'Europa, o ancor peggio alla razza umana, è scosso dall'animosità
del genere umano.
Simili oltraggi non aiutano a ricostruire l'identità, ma anche
per gli artisti l'approccio alla storia e alle società, nella
loro realtà presente, è un compito arduo. Le arti potrebbero
essere d'aiuto, chissà.
Franco
Torriani, Febbraio 2000
appuntamenti:
Stadthaus Ulm
Münsterplatz 38 D - 89073 Ulm (D)
dal 24 marzo al 9 aprile 2000
Torna
alla Home Page
|