Arslab 3 - "I Labirinti del Corpo in Gioco"
Torino - Lingotto
12 Dicembre 1998 - 31 Gennaio 1999

alcune delle opere e intallazioni presenti alla mostra:

Tango Reverie

D. Prosdocimo, G.Vaccarino, M. Venegoni - Tango Rêverie, 1998

Una danza corpo a corpo con la macchina delle immagini. Il visitatore incontra un manichino-automa, animato da fotografie e da musiche popolari. Per coglierne appieno la fascinazione, deve abbracciarlo e intraprendere con coraggio un pas-de-deux. Solo allora potrà scorgere, negli occhi del simulacro, memorie di viaggio rivisitate come in un sogno.
Il pubblico segue i passi dei due "ballerini", vedendo nel contempo le immagini del "sogno" proiettate anche sul grande schermo.

Tango a Ulm

Ritratti Profumati

Ennio Bertrand - Ritratti Profumati, 1998

E' un'installazione multimediale che ricorda le macchinette automatiche per fototessere frequenti nei pressi delle stazioni ferroviarie. Contiene al suo interno una telecamera, una stampante ink-jet e un computer che memorizza e gestisce le operazioni automaticamente. Chi desidera il proprio ritratto si siede, preme il bottone apposito, attende l'accensione della luce e ritira il ritratto "pronto in pochi istanti". Il sottile profumo che si sprigiona dalla fotografia è la testimonianza impalpabile dell'avvenuto incontro tra l'artista, rappresentato dal computer, e la persona che ha avvicinato il suo progetto.

Ritmi

Mario Canali - Ritmi, 1997

Installazione interattiva che permette a quattro persone di sviluppare contemporaneamente un gico musicale a partire dal proprio battito cardiaco. I visitatori siedono attorno a un tavolo rotondo e inseriscono un dito nei rispettivi sensori di frequenza cardiaca. Le pulsazioni di ciascuno sono udibili e anche visibili sui cilindri luminosi pulsanti. Ognuno ha la possibilità di variare il timbro sonoro del proprio ritmo cardiaco premendo un pulsante, con oltre cento varianti. Si genera così una sinfonia di suoni continuamente modificati, sia dal ritmo cardiaco, rivelatore degli stati emozionali, sia dalle scelte volontarie dei partecipanti.

Cyberarslab

Giorgio Vaccarino - Cyberarslab - Cantieri d'Arte nel Virtuale, 1998

Con l'ambiente dedicato alle VR in rete la mostra procede e si espande nel cyberspazio. Un territorio edificabile in 3D e condivisibile in Internet è infatti a disposizione del pubblico di Arslab: in questo cantiere connettivo è data ai visitatori la facoltà di costruire, assistiti, nuovi oggetti multimedia e nuove porzioni di realtà virtuale, correlate alle diverse opere presenti in mostra. Cyberarslab è quindi un'estensione di della mostra destinata a dissolverne i limiti di spazio e di tempo, ponendola al centro del campo di interazione in rete.

Kage

Motoshi Chikamori & Kyoko Kunoh - Kage, 1997

Una piattaforma rotonda con venti piccoli coni che proiettano ombre molto illusive, a volte vibranti o impercettibilmente mutanti, trasmette al visitatore una sorta d'inquietudine percettiva. I fenomeni che si generano sono apparentemente inspiegabili, poiche la luce ambientale rimane stabile. Quando un visitatore tocca la punta di un cono, innesca eventi fluttuanti: l'ombra si colora vivacemente, oppure si trasforma nell'ombra di un fiore. Il fenomeno risulta ancor più paradossale, e al contempo evidente, perchè la mano del visitatore/attore proietta un'ombra coerente e stabile com'è nella nostra esperienza quotidiana.

Liquid Wiews

M. Fleischmann, W. Strauss, C. Bohn - Liquid Wiews, 1993

Una proposta poetica basata sulla metafora di Narciso. Nello specchio virtuale del computer, la persona vede riflessa la propria immagine, come sulla superfice di uno stagno. Toccando lo schermo, increspa di onde questa superficie, dissolvendo la chiarezza dell'immagine. Così la persona si vede proiettata in universo liquido che allude al cyberspazio e ai suoi flussi variabili e ricorrenti.

General Intellect

Piero Gilardi - General Intellect, 1997

Realtà Virtuale sul problema della intercultura nelle metropoli. Il visitatore, prima di entrare nello spazio virtuale, sceglie una musica etnica tra sei diverse alternative; ad ogni musica è abbinato un collare emettitore di ultrasuoni che permette ad ogni partecipante di rappresentarsi con una sfera nel paesaggio virtuale. La sfera/uoma può muoversi in tutte le direzioni e costruire edifici della propria cultura etnica. Nella seconda fase, ogni partecipante può "contaminare" con il proprio stile etnico-architettonico gli edifici costruiti dagli altri cinque partecipanti; così di fatto la metropoli diviene totalmente ibrida. Infine tutte le sfere si fonderanno in una sola sfera trasparente che si muoverà secondo la somma vettoriale di tutti i movimenti. Nel sottosuolo ciascuno troverà casualmente una nuova identità etnica, simbolizzata da intense musiche vocali.

Connected Es

Piero Gilardi - Connected Es, 1998

Tre visitatori indossano un misuratore di respiro e un rilevatore della frequenza cardiaca, due funzioni fisiologiche influenzate dai nostri stati d'animo. I partecipanti vedono evolversi sullo schermo rotondo, all'interno di un pozzo, forme globulari pulsanti che gradualmente si agglutinano per formare un vortice virtuale che li immerge in uno "stato di coscienza alterata", una sorta di allucinazione lucida e colletiva.

Interactive TV

CSELT - Interactive TV

L'obiettivo delle Telecomunicazioni moderne è quello di rendere sempre più personalizzato il servizio informativo mutimediale. Ciò è possibile attraverso tecnologie che consentono forme di interazione molto sofisticate: l'utente può così agire direttamente sull'immagine per modificarla a suo piacimento. Grazie a uno standard, MPEG4, che definisce un unico metodo di codifica e di trasporto dei dati digitali, valido a livello mondiale, oggi l'utente può intervenire sui filmati grazie a una serie di comandi presenti sullo schermo. Può, ad esempio, scegliere una particolare inquadratura, oppure decidere gli sviluppi delle singole scene variandone le situazioni e magari la conclusione. CSELT, da anni impegnato in attività di ricerca nel settore audiovisivo, ha messo a punto le più avanzate tecnologie digitali ed ha finora presieduto il gruppo internazionale MPEG (Moving Picture Experts Group) che ha sviluppato gli standard universalmente adottati, tra l'altro, per il video e su Internet e la televisione digitale.

Joe Mail

CSELT - Joe Mail

Creare oggi un volto sintetico non è un problema. Con poche operazioni si passa da una semplice fotografia ad un volto tridimensionale che ognuno può vedere animato sul proprio computer. Grazie alla recente definizione del nuovo standard, MPEG, che permette il trasporto e la composizione degli oggetti multimediali interattivi, la riproduzione sintetica del volto tridimensionale del mittente della mail può animarsi e leggerci il messaggio.

 

Arslab 1

Arslab 2

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